Nesso relativo
in PRONOME RELATIVO / PRONOME / MORFOLOGIA / GRAMMATICA GRECA
Un pronome relativo posto all’inizio di una frase o di un periodo (quindi dopo un segno di interpunzione forte – punto e virgola, due punti o punto fermo -) non introduce una proposizione subordinata relativa ma marca una coordinazione con la frase precedente: questo utilizzo del pronome viene identificato con la definizione di nesso (dal latino nexus, cioè legame, collegamento) relativo, un costrutto spesso presente nella lingua greca (anche se meno frequente che in quella latina). Alcune grammatiche definiscono le proposizioni che cominciano con un nesso relativo “relative apparenti”: esse, infatti, anche se il pronome relativo mantiene il suo valore di relazione con la proposizione precedente – poiché si riferisce a un termine o all’intera frase che lo precede – non introducono, come già precisato, una subordinata.
Questo costrutto – di solito utilizzato per mettere in evidenza la concatenazione che lega i concetti che si vogliono esprimere – si rende in italiano con una congiunzione coordinante copulativa (e), avversativa (ma, invece) o conclusiva (dunque, pertanto, perciò…), a seconda del contesto, accompagnata da un pronome dimostrativo (o determinativo) nello stesso genere, numero e caso del pronome relativo.
Non è possibile confondere il nesso con un altro costrutto tipico del relativo, la prolessi della relativa: come abbiamo infatti visto nella lezione su questa costruzione, nella reggente della proposizione fatta oggetto di prolessi è quasi sempre presente un pronome dimostrativo in funzione epanalettica (di richiamo) del relativo, invece assente in questo costrutto.
Vediamo insieme qualche esempio:
ESEMPIO n.1
Tραγῳδίαι χρησταί εἰσι· ἃς ἀναγιγνώσκετε.
Un pronome relativo in caso accusativo plurale femminile apre una proposizione subito dopo un punto in alto, che costituisce un segno di interpunzione forte: poiché riconosciamo la presenza di un nesso relativo, trasformiamo la frase secondo le indicazioni e sulla base del contesto; procediamo poi con la traduzione:
Tραγῳδίαι χρησταί εἰσι· οὖν ἀναγιγνώσκετε ταύτας.
Le tragedie sono utili: perciò leggetele
ESEMPIO n. 2
Κρόνος ἐξεμεῖ τοὺς παῖδας· μεθ᾽ ὧν Ζεὺς ποιεῖ πόλεμον.
Trasformiamo la frase secondo le indicazioni, poiché abbiamo riconosciuto la presenza di un nesso relativo, e poi procediamo con la traduzione:
Κρόνος ἐξεμεῖ τοὺς παῖδας· καὶ μετά τούτων Ζεὺς ποιεῖ πόλεμον.
Crono vomita i figli: e con questi Zeus combatte.
ESEMPIO n.3
Ὁ βασιλεὺς τοὺς πρέσβεις ἀπέπεμπε· ὧν ἀμφισβητούντων, ἠγανάκτει.
Trasformiamo la frase secondo le indicazioni, poiché abbiamo riconosciuto la presenza di un nesso relativo, e poi procediamo con la traduzione:
Ὁ βασιλεὺς τοὺς πρέσβεις ἀπέπεμπε· ἀλλὰ ἐκείνων ἀμφισβητούντων, ἠγανάκτει.
Il re mandava via gli ambasciatori: ma poiché quelli erano in disaccordo, si arrabbiava.
La Sofisteria
METODOLOGIA DELLA TRADUZIONE in GRAMMATICA LATINA

GRAMMATICA ITALIANA

SCUOLA DI SCRITTURA

GRAMMATICA LATINA

GRAMMATICA GRECA

LETTERATURA ITALIANA

LECTURA DANTIS

LETTERATURA LATINA


